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I miei inverni


10/02/2012 Dalla mia finestra

Da qualche ora è iniziata la seconda fase di questa ondata di maltempo. E’ ripreso a nevicare e il territorio, già pesantemente innevato, dovrà farsi carico di questa nuova coltre che andrà ad aggiungersi alla precedente. Sto seguendo il Tg regionale per farmi un’idea nella mia regione ma tutta l’Italia centro meridionale è interessata dalla neve. Le Marche sono interessate da Nord a Sud ma, soprattutto, nell’entroterra. Non voglio fare, però, un servizio da Tg visto che in questi giorni ce ne sono pure troppi ma una cosa curiosa la voglio scrivere sentita proprio in un Tg. In un comune dell’ascolano stanno aspettando un tir di sale, tir bloccato all’ imbocco dell’autostrada per il divieto di transito ai mezzi pesanti! Ma è un’emergenza, caspita! Inutile, siamo sempre in Italia!

Questo clima mi fa ritornare indietro negli anni, alla mia adolescenza, quando ancora nel mio paese natio a 600 m. s.l.m. gli inverni erano tutti così e duravano per tempi anche più lunghi!

Le mie giornate erano segnate dal silenzio tutto intorno e dal tepore del camino e della stufa a legna. Naturalmente per rifornire questi due mezzi di riscaldamento bisognava andare nella legnaia e per andarci si doveva creare un passaggio nel manto bianco, la “rotta”, così veniva chiamato.

Sopra al camino una piccola radio bianca, anzi panna, regalo di comunione, dove ascoltavo la radio locale per sapere notizie della chiusura o meno delle scuole (a quei tempi internet era una chimera) e, naturalmente, la musica.

Pescatore, di Bertoli e Mannoia, è un brano che ascoltavo molto in quel periodo e che, ascoltandolo ora, mi riporta in quei pomeriggi invernali segnati dalla neve e dal programma pomeridiano di dediche e musica a richiesta di Radio C1.

Come smetteva di nevicare e faceva di nuovo capolino il re sole, con gli amici ci ritrovavamo per andare a “sciare” con sacchi di plastica in una pista in mezzo a campi e boschi. Puro e sano divertimento!

Poi le passeggiate sulla neve nel territorio circostante a scattare foto, una passione che ancora mi porto dietro.

Poi la maggiore età, la macchina, le catene, lo spalare neve per uscire dal garage, insomma tutte azione abituali negli inverni degli anni70-80.

E’ per questo che non riesco a capire tutto il pandemonio suscitato da queste nevicate. E’ vero rientrano nell’eccezionalità e sono state colpite zone indistintamente abituate e non abituate a tutta questa neve, ma tutto era stato previsto con largo anticipo e anche nei paesi “non abituati” si sarebbe potuto fare meglio! Fra qualche ora è prevista neve nuovamente a Roma. Chissà se Alemanno e Gabrielli si sono messi d’accordo sul da farsi? Chissà se questa prova d’appello sarà superata? Le prossime ore ce lo diranno.

Dimenticavo, per scrivere questo post ho spolverato il portatile tutto sgangherato, mi sono seduto sul divano davanti al camino con il pc sulle ginocchia mentre in sottofondo la musica di Radio Subasio accompagna i miei ricordi. 

Intanto fuori dalla finestra i fiocchi di neve continuano a venire giù!


Pubblicato il 10/2/2012 alle 15.32 nella rubrica Diario.

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